• PIANO MAGIC Ovations, BATS OVER MILAN Festival, THE XX


    PIANO MAGIC
    Ovations

    180 g vinyl LP *limited edition* (Make Mine Music, 2009) [also available on CD]

    PIANO MAGIC Ovations

    Glen Johnson ce l’aveva promesso, avrebbero fatto uno sforzo in più e il prossimo disco sarebbe uscito anche sul formato nobile: eccolo qui!

    Cose facili
    Dieci nuovi brani dai Piano Magic più accessibili, quelli che mettono da parte le tentazioni sperimental-decostruzionali per aprirsi ad un pop incisivo che vuole emozionare e vi riesce.
    Impegnandoci, possiamo ancora percepire un’estetica musicale “legata agli anni Ottanta,  figlia del decadentismo romantico della 4AD” (dal booklet di Ferrara Sotto Le Stelle), ma forse è più un’autosuggestione indotta dalla presenza in questo disco di due protagonisti della mitica etichetta londinese: Peter Ulrich e Brendan Perry (DEAD CAN DANCE).
    Con nostra somma gioia si riaffermano nei brani del nuovo album quelle psychedeliche piéces strumentali che nel precedente lavoro affioravano senza convinzione, spaventate da un uso spavaldo del synth che peccava di protagonismo. Ovation ci riporta ai fasti del secondo LP Low birth weight, 1999 dunque.
    L’approccio alla loro musica è oggi immediato, la ricetta dell’impasto potrebbero infilarla nella copertina del disco e confermerebbe che non vengono usati addittivi misteriosi, così chi vuole questa musica se la può fare in casa. Sembra facile eppure bisogna aspettare che siano Johnson & soci ad incidere un disco così. Le solite sottigliezze che sanciscono le differenze, dettagli di cui ci si accorge con ascolti sucessivi. La capacità non di render le cose facili ma di farle sembrare tali.

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    BATS OVER MILAN FESTIVAL III

    Post-punk festival MusicDrome via Paravia 59 – Milano

    Ven. 23 Ottobre:
    Red Lorry Yellow Lorry
    The Names
    The Chameleons
    + Special Guests

    Sabato 24 Ottobre:
    The Fall
    Section 25
    Frustration
    S.C.U.M.
    + Special Guests
    Band post-punk di culto in Belgio e non solo, The Names nascono nel 1978 a Bruxelles e il loro nome è strettamente legato a Martin Hannet dei Joy Division, loro produttore. I loro pochi ma importanti dischi escono infatti per la Factory Records di Manchester. Ricordiamo l’EP di debutto, Nightshift, l’unico album Swimming e ovviamente Calcutta, uno dei brani più rappresentativi dell’intera new-wave. Il loro singolo The Astronaut, del 1982, sarà l’ultima uscita, nello stesso anno la band infatti si scioglie.
    Nel 1995 il trio originale che vede Michel Smordynia alla voce/basso, Marc Deprez alla chitarra e Christophe Den Tandt alle tastiere, si riunisce per un progetto jazz.
    Recentemente è stato pubblicato un DVD live, Nighshift, e completato un nuovo CD intitolato Monsters Next Door. La loro attesissima reunion è stata organizzata alla fine del 2007 al Bruxelles PLAN K Refinery per una Factory Night, e con lo stesso entusiasmo oggi li aspettiamo a Milano!

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    THE XX s/t
    High quality LP & CD (Young Turks, 2009)

    Siamo piuttosto delusi dalle uscite del 2009, la palma del disco dell’anno sarà una scelta difficile per motivi opposti a quelli del passato.
    Gettiamo intanto un po’ d’acqua sulla vampa di entusiasmo che accompagna il debutto di THE XX ma lo consigliamo ugualmente perché contiene qualche brano che merita d’essere ascoltato.
    Il giovane quartetto di Londra sta contribuendo in modo determinante alla fila di sold-out del tour di FLORENCE  & THE MACHINE, che da band principale in alcune sale si è ritrovata a far la parte di supporto. E’ probabile che la performance live degli XX sappia trasmettere in modo più efficace quelle vibrazioni emozionali che il disco promette ma poi regala solo in alcuni frangenti.

    La intro è il momento migliore della prima facciata e chiarisce subito che la dicitura “pop-soul-new wave” posta sul loro Myspace è quanto mai adatta a descrivere la musica che suonano. VCR e Crystalized hanno poca personalità mentre con Island si sente qualcosa di più convincente. Anche il lato B apre bene, Fantasy è breve ma concreta. Nella sucessiva Shelter il giocattolo elettronico che usano sempre al posto delle batterie libera degli echi vitrei, per poi tornare a cadenzare il tempo di Basic Space, brano principe del disco, la cui bellezza esplode nella parte finale. Infinity scopiazza clamorosamente la celebre Wicked game di Chris Isaak, Night time e Stars incidono il solco ma fanno vibrare solo la puntina, anonime.

    THE XX Basic Space video Basic space >>> video