• Album e singoli dell’anno 2020

    Album dell’anno 2020

     

    N° 1FALCON JANE Faith

    Label Darling Recordings USA LP
    [standard black & very ltd. gold vinyl]

    L’album autoprodotto della canadese Sara May, alias Falcon Jane, rivela da subito e con chiarezza la sua identità: un pop moderatamente dream, pulito e melodico che non ricorre a bizzarrie freak o colpi a sorpresa, quasi volesse evitare a priori di farsi notare.
    La voce è rimasta curiosamente molto giovane e canta dei testi piuttosto personali a dispetto di una musica la cui semplicità espressiva e compositiva ci aveva inizialmente tratti in inganno, facendoci sottovalutare la bellezza del disco.
    Spendiamo dunque poche parole per presentarlo, dedicate subito a Faith un primo ascolto ed un secondo, più attento, un paio di giorni dopo.

    >> Album intero

    ______________________________________________________________________________________________________________


    N° 2MATT BERRY Phantom Birds

    Label Acid jazz UK LP

    Math Berry è un noto attore inglese di serie televisive (impegnate), vincitore del BAFTA Award nel 2015. Noi lo conosciamo solo come musicista iper-attivo e ricordiamo volentieri il suo bellissimo LP Witchazel del 2011.
    Un tempo la sua musica si sarebbe definita “radiofonica”, cioè di facile ascolto, e in effetti lo è ma non fa mai concessioni al commerciale e non ha alcun bisogno di essere ruffiana, salvandoci le orecchie da assoli sdolcinati in stile Dire Straits.
    Il suo ultimo album, in particolare, scalda, cattura e conquista subito l’ascoltatore. Si inserisce nel filone del classico più classico assimilando egregiamente gli insegnamenti dei maestri d’Albione degli ultimi 40 anni e – in questo vasto e comune contesto – sa proporre un folk-rock psichedelico di spessore, con capatine nel soul e nel funk, impreziosito da rifiniture di organo, armonica e mellotron.
    Più che mai, qui la sua voce armonizza una scrittura che rende Phantom birds il disco più compiuto tra la sua produzione, che conta ora otto album in studio dall’inizio del nuovo secolo.


    Indossate le cuffie e godetevelo tutto, persino i brevi intermezzi (>> Intermission) si fanno voler bene.
    >> Moonlight flit
    >> In my mind
    >> Man of doom
    >> Phantom birds
    >> Take a bow (“Facciamo un inchino”), dunque, al nuovo album di Mr. Berry.

    ______________________________________________________________________________________________________________

    N° 3BAMBARA Stray

    Label Wharf Cat USA LP

    Nonostante sia palese e manifesto il riferimento a Nick Cave & The Bad Seeds, non solo nel cantato baritonale e nelle chitarre ma nell’intero impianto sonoro, il nuovo album Stray del trio newyorkese riesce a non copiare mai lo spartito del maestro e conta almeno sei brani che strisciano ruvidi tra un post-rock verace e un goth-noir di alto livello.
    Possiamo addirittura collocarlo nel periodo degli album Tender prey e Let love in di Cave.
    Non è emulazione ma amore, non è plagio ma voglia di interpretare con pezzi scritti di proprio pugno la musica del grande zio d’Australia al quale non viene rubato un solo riff.
    Un esempio su tutti è >>Sweat, pezzo che rivela la personalità della band, parola quasi paradossale da usare in questo caso ma efficace per difendere l’operato del gruppo.
    Per chi come il sottoscritto amava il Nick Cave più pungente e carico, i Bambara sono una graditissima sorpresa.

    >> Ascolta l’album completo

    ______________________________________________________________________________________________________________

     

    N° 4HELLO BLUE ROSES Wild nights!

    Label Jaz CAN LP

    La terza uscita del gruppo di Vancouver (Canada) è un disco folk con qualche accento country di lontana memoria, sonorità che raramente incontrano i nostri favori. Altra eccezione è che l’esecuzione, la tecnica in sé, un aspetto che solitamente riteniamo secondario, in questo caso valorizza in modo determinante la proposta musicale.
    Definiamola pure come la band di Sydney Hermant visto che, oltre a cantare, suona la chitarra a 6 e a 12 corde, la chitarra elettrica, il bongo, i chimes, l’arpa e il flauto. La sua voce è di una bellezza ricercata e raffinata, piena e tonda o tenue e conciliante, a seconda del momento, con un legame eloquente ai ’70s.
    L’armonia dei pezzi e una pulizia del suono ormai rara beneficiano di una produzione molto curata in cui possiamo ascoltare distintamente ogni elemento.
    I primi due brani sono una tenue introduzione al cuore dell’opera. E’ da >> Sundays children che l’album comincia a rivelarsi. Prendete confidenza con con l’ascolto di >> My best portrait e >> Child of the kindly West (con un perdonabile riferimento melodico all’iconica Sun house of the rising sun degli Animals) e sarà poi vostra cura scoprire il resto dell’album con l’attenzione e il tempo che merita.

     

    ______________________________________________________________________________________________________________


    N° 5. JAMES RIGHTON The performer

    Label Deewee UK LP

    Esce per l’etichetta belga dei Soulwax l’album solista dell’ex-Klaxons James Righton.
    Un disco convincente dotato di musicalità e limpidezza espressiva, frutto di un lungo e riflettuto lavoro in studio su pezzi scritti anni fa e sottoposti alla supervisione di James Ford, che qui è bassista e batterista, e dei due Soulwax (ossia i fratelli i fratelli David e Stephen Dewaele). Mirabile anche il lavoro di affinamento dell’esperto Sean O’Hagan (Microdisney) che ha spruzzato su tutta la registrazione una nuvola di goccioline glam.
    A mio parere più coinvolgente di ciò che proponeva la sua energica e popolarissima band, ideatrice del nu rave, pur rimanendo di facile accessibilità.

    Ascolta
    >> The monster
    >> Start
    >> The performer

    ______________________________________________________________________________________________________________

     

    Singoli dell’anno 2020

    “Fuori concorso” (ristampa)

    _______________________________________________________________________________________________________________

     

    LE THÉÂTRE DU CHÊNE NOIR Miss Madona
    Label Souffle Continu FRA RE 7” (RSD 2020 release)
    [orig. Studio 35, 1973]

    Nel 1971 il gruppo teatrale capeggiato da Gérard Gelas prendeva sede in una cappella abbandonata del 12° secolo ad Avignone. Nasceva così il Théâtre du Chêne Noir, uno spazio ammantato di un grande fascino – tuttora attivo – che l’omonima compagnia offriva anche a quegli artisti considerati più eccentrici ed anti-conformisti.

    Tra le tante musiche composte per la scena, spicca il capolavoro Le chant du cirque in cui il sax di Jean Louis Canaud imprime al brano fastosità e grandezza.
    Riproposto in occasione dell’ultimo Record Store Day, se non fosse una ristampa sarebbe stato il nostro “singolo n° 1”.
    >> Ascolta

    _______________________________________________________________________________________________________________

     

    Singoli dell’anno 2020 

     

    1. ARAB STRAP The turning of our bones
    Label Rock Action UK 7″

    Imprevisto ritorno del duo scozzese con un pezzo ricco in effetti, generoso in strumenti e – evento gradito – con del ritmo. Che l’album in uscita sia di svolta rispetto alle dilatazioni passate?
    >> Ascolta
    _______________________________________________________________________________________________________________

    2. LALAR Hiç mutlu olmam daha İyid
    Label Les Disques Bongo Joe SWI 7″ *Ltd. edition*

    Anatolian funk scandito da robuste percussioni ed impreziosito sullo sfondo da brezze di origine iraniana.
    >> Ascolta

    _______________________________________________________________________________________________________________

    3. MISHA PANFILOV Road home
    Label Funk Night USA 7″ *Ltd. edition*

    Atmosfere seventies rilassate per questo singolo estratto dalla colonna sonora del film estone Rain di Janno Jürgens.
    >> Ascolta

    _______________________________________________________________________________________________________________

    4. THE NIX The highest
    Label Moshi Moshi UK 7″

    The Nix sono i 2/3 di una imbarazzante band di reggae tedesco (i Lunsentrio) di cui fa parte, tra gli altri, Nick McCarthy ex-Franz Ferdinand (i grandi plagiatori). L’album da cui è tratto questo singolo invece è un disco interessante e mette in fila una lunga serie di valenti vocalist. Sul lato A qui troviamo Kwamie Liv, sul versante B Laetitia Sadier.

    _______________________________________________________________________________________________________________

    5. SWIM MOUNTAIN If
    Label Monday UK 5-trk. 12”

    Secondo EP per il giovane londinese che si ripropone con 5 brani molto curati, tra cui l’adorabile Youth, ’80s in stile Tears For Fears
    >> Ascolta

     

    _______________________________________________________________________________________________________________
    _______________________________________________________________________________________________________________