• Album & Singoli dell’anno 2016

    Album dell’anno 2016

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    1.
    DUCHESS SAYS Sciences nouvelles

    Label Slovenly USA or EU LP & CD
    [also avl. 2 copies of the very ltd. blue vinyl]

    Experimental-punk con arrangiamenti taglienti ed elettronica. E tanto ’80s in quegli scocchi del basso e nell’utilizzo del keytar (un incrocio tra tastiera e chitarra che si vede di rado) con cui la graffiante front-woman Annie-Claude Deschênes sprigiona dei suoni sfacciati, diretti e precisi.
    Bocciamo la prima traccia Inertia part I e Pink coffin ma per il resto, se avete voglia di ascoltarlo con la dovuta attenzione e a volume alto, la band di Montreal vi farà vibrare sbattendovi in faccia la sua potenza in un tripudio di effetti costellati da bleep.
    > I repeat myself … energia strepitosa
    > I’m an idea roboante hit suonata in modo splendido e finale con ritornello perfetto
    > Negative thoughts ruvida, scissa tra violenza e quiete, complicata ma merita l’impegno che richiede il suo ascolto
    > Inertia II una delle innumerevoli cugine di Incubation dei Joy Division, illuminata da uno scintillio di effetti
    The most powerful album of the year!

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    1.
    SLOW STEVE Adventures

    Label Morr Music
    EU LP & CD

    Quando si dice che una musica ci trasporta in un’altra dimensione, di solito pensiamo a quella extra-terrestre, dello spazio.
    Dove ci porterà l’atipico SLOW STEVE con questo misterioso mondo raffigurato sulla copertina?
    Ci incamminiamo e marciamo sulla terra, terra che poi si fa roccia e proseguendo ci avviciniamo ad una montagna. Scorgiamo una fessura scura, un passaggio buio, sembrerebbe una grotta… Entriamo e cominciamo a scendere, giù lungo cunicoli e gallerie sotterranee. Giù e giù ancora, siamo ormai lontani dalla superficie e infine davanti a noi si apre una grande cavità in cui creature coloratissime e dalle forme più varie fluttuano serene in un lago blu emettendo una luce bella e rassicurante.

    L’inizio del viaggio è scandito dai tempi incalzanti e dalle tastiere storpiate dei primi due brani (> Veterans), poi i ritmi si fanno sincopati in > Joséphine I e > Joséphine II, che con le loro inserzioni electro-bizzarre suonano una magia fantastica; e sicuramente un’altro episodio che sa figurare il mistero di questa dimensione sotterranea e liquida è > The giant spider crab …
    Dispiace per il pop banale (Sloth e Bali) che affievolisce il colore acceso del lato A dopo quell’inizio accattivante e peggio ancora fa la lunga Foam shapes in chiusura dell’album, antipatica come la sveglia del mattino, a dirci che il viaggio all scoperta del lago blu era immaginario e così ci risvegliamo, in superficie.
    La prossima volta, maledetto di un Francese, o ci fai sognare fino in fondo o non cominciare neppure a raccontare il tuo viaggio.

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    2. KARIES Es geht sich aus

    Label Harbinger Sound
    180 g LP & CD

    In Germania alcune imbranate student-bands raccolgono più proseliti di quanto si possa immaginare, così l’amico tedesco che ci consigliava questo disco si raccomandava di non badare alla giovane età dei componenti per non farci condizionare dai pregiudizi. Noi aggiungiamo un’altra “avvertenza”: un sound così americano abbinato alla lingua tedesca potrebbe stonare se non si è abituati.
    Si tratta di un disco di noise-rock, nulla di nuovo, ma la band di Stoccarda ha saputo mettere insieme una sfilza di brani convincenti e di presa immediata.

    >> ascolta A
    >> ascolta Mühlen
    >> ascolta Es geht sich aus

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    3.
    VV.AA.
    Sky girl

    Label Efficient Space
    180 g 2xLP [Ldt. edition 500 copies + 500 copies reissue] & CD

    Dj Sundae e l’amica Julien hanno pensato che certi sconosciuti e introvabili 45 giri o miniLP delle loro enormi collezioni di dischi meritavano un pizzico di notorietà in più. Dopo un costoso lavoro di restauro e ri-registrazione analogica, i brani scelti sono stati portati al top studio londinese Seewhyaudio per dar loro una nuova stoffa (remastering).
    Esce così questa imperdibile raccolta di canzoni alquanto diverse tra loro per genere ed età (1961-1991) ma legate da un feeling comune e in grado di rivivere l’una dopo l’altra dando al progetto una coerenza inaspettata.
    Si passa dalla minimal-electro (> Feeling sheepish) al synth-pop di un rarissimo 45 giri australiano di tale Karen Marks (> Cold cafe), dalla magnifica voce soul del passato di Joyce Heath (> I wouldn’t …) alla new wave più introspettiva ed ancestrale (> Sarra).
    Gemme rimaste impolverate ma capaci ancora di brillare appena le strofiniamo.

    Disponibile sia 1a edizione [30,00 €] che ristampa [24,99 €].

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    4. THE WARLOCKS Songs from the pale eclipse

    Label Cleopatra
    USA LP [Ldt. edition] & CD

    Finalmente un degno seguito all’ottimo Heavy deavy skull lover (2007) dopo due album deludenti.
    La voce lamentosa di Bobby Hecksher è ancor più un elemento centrale, sa modularsi sbarazzina oppure ironicamente drammatica, scivolando su un manto lisergico creato dal grandioso lavoro di tre chitarre e due bassi. Rock psichedelico d’annata e saggio, che evita di cimentarsi in percorsi troppo ripidi, sa mantenere un’aria seriosa concedendosi un po’ di glam senza eccessi e stonature. Tra Byrds e Spiritualized.
    Ascolta:
    > Only you
    > Love is a disease
    > Easy to forget
    > The arp made me cry

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    Singoli dell’anno 2016

     

    1. EL MICHELS AFFAIR feat. THE SHACKS Strange boy
    label Big Crown USA 7″
    Leon Michels è una persona piuttosto impegnata: è un membro di THE ARCS e di ben altre sei formazioni, poi collabora, consiglia e registra per svariate persone. Anni fa stupì la piazza chiamandosi EL MICHELS AFFAIR con l’album Enter the 37th chamber (2009), un bel miscuglio di funk e soul intinto di elettronica di cui attendiamo ancora un seguito.
    Con quello stesso nome esce oggi un 45 giri molto sixty e molto sexy, per via di quella voce morbida e sottile di tale Shannon Wise, qui ufficializzata come cantante dei nuovi THE SHACKS.
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    2. PREOCCUPATIONS
    Key
    [by YELLOW MAGIC ORCHESTRA] B/w Off duty trip [by THE RAINCOATS]
    Label Jagjaguwar CAN 7″

    Due covers che gli ascoltatori più giovani (e anche noi) preferiranno agli originali.
    Ascolta >> Key; Off duty trip

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    3. TRENTEMØLLER River in me
    Label In my room EU 7″

    Torna la morbida electro “dark ambient” del Danese che qui si fregia dell’originale voce di Jehnny Beth (sprecata finora nelle inconsistenti SAVAGES). Imbarazzante il remix sul B-side con quelle tastiere oriental-oriented che NON linkiamo.
    Ascolta >> River in me

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